#abbiamoildiritto alle tutele dell’articolo 18

Non è pensabile poter essere licenziati illegittimamente, in qualsiasi momento, e ricevere solo un indennizzo: il Jobs Act, con la sostanziale abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e l’introduzione del contratto a tutele crescenti ha di fatto raso al suolo le garanzie che secoli di battaglie avevano sancito.
Con il contratto a tutele crescenti, così come è stato ingannevolmente chiamato, al passare del tempo non crescono le tutele ma l’indennizzo da liquidare per il licenziamento illegittimo. Per il datore di lavoro finisce paradossalmente per essere conveniente assumere per un periodo limitato e poi licenziare e, se è il caso, rifare il giro: conviene mandar via il lavoratore. per qualsiasi datore di lavoro è conveniente usufruire degli sgravi fiscali sulle nuove assunzioni per poi licenziare prima che finiscano e, se è il caso, rifare il giro: conviene mandar via il lavoratore. Non solo: le banche quale fiducia riporranno, al momento di erogare un mutuo, in lavoratori protetti da un contratto così fragile?

Tutto questo è sbagliato e intollerabile in un Paese che ha scelto di mettere “lavoro” tra le prime dieci della sua Carta costituzionale.
L’articolo 18 deve tornare dov’era e deve essere smascherata, in generale, la bugia secondo la quale i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ci vengono raccontati come un freno per il Paese.
Anche per questo vi invito, il 4 marzo, a dare il vostro sostegno a Liberi e Uguali: cominciamo a riprenderci questo diritto!

 

http://liberieuguali.it/programma/#dignita