Non spariamo sui licei (classisti).

Il classismo esiste fuori e dentro il sistema scolastico, e sbagliano gli istituti che lo riproducono nei loro documenti.

Ma non meritano il massacro mediatico cui sono stati sottoposti.

Non lo meritano, perché alle scuole viene imposto di mettersi sul mercato per procacciare iscrizioni e fondi, e così molti Rapporti di Autovalutazione (RAV) divengono brochure pubblicitarie rivolte a famiglie bramose dell’istituto “ben frequentato”.

Un marketing educativo incentrato su moduli standard, che fa parti uguali tra disuguali, un marketing basato su caratteristiche demografiche e classifiche di rendimento, che finisce col premiare inevitabilmente le scuole frequentate dai ceti avvantaggiati, dando di più a chi ha già di più.

Massacrare le scuole per i loro RAV non è giusto e non risolve un problema aggravato dalla competizione delle scuole tra loro, una scelta che rafforza il classismo e indebolisce l’inclusione.

Il problema non riguarda singole scuole, dirigenti o docenti, il problema riguarda tutte e tutti: «sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia». Combattiamo i meccanismi competitivi, facciamolo al fianco di dirigenti, docenti, studentesse e studenti: ne #abbiamoildiritto.